Inclusione, credenze personali e cigno nero

STORIA (NON TRISTE) DELLA DISGREGAZIONE DI UNA “CERTEZZA”

Il sole caldo sulle spalle e il borbottio del mare sullo sfondo. Sono così al bancone e chiedo due sdraio ed un ombrellone. La Signora, almeno 70 anni, mi sorride a mille denti e fa domande, mentre batte numeri ed emette lo scontrino.

Allargo lo sguardo e alla sua destra dove un uomo, stessa età, faccia abbronzata e tagliate dalle rughe, affetta pomodori in vista del pranzo immagino. Lo osservo e penso: ecco vedi i Liguri: sempre un po’ imbronciati, con quel velo di fastidio sul viso, sembra sempre che li disturbi. Poi mi imbarazzo e aggiungo: ma ha un suo fascino arcaico, per certi versi.La signora mi prende la mano spezzando il mio ragionamento.

Mi giro e vedo che sorride anche con gli occhi. Dopo un po’ capisco che mi chiede del #novenne qui accanto a me. Parliamo un bel po’, mi distendo, sto bene.

È così, come una scossa elettrica, che un altro pensiero mi attraversa…non solo la mente. Si, è ligure anche lei come l’uomo, suo marito, poi capisco, che è al suo fianco. La mente va al pensiero veloce che ha guidato il mio giudizio sull’uomo.

“Dove le ho prese quelle categorie? Sono una verità sufficientemente solida a cui ispirarsi? E se non fosse così? Sento il pensiero farsi lento ora (noto che il pensiero veloce ha come caratteristica l’asserzione, mentre quello lento la domanda), e lo seguo.

Due liguri davanti a me: diversi, agli antipodi. Caratteri diversi? Sicuramente (ma penso anche che forse lui è stanco. Succede di non voler parlare certe mattine. Anche a me…).

Ma resto sul piano generale ed esploro le “mie teorie”. Un altro collegamento irradia di luce il ragionamento e mi viene in aiuto: il cigno nero. Grazie Nicholas Nassir Taleb! La signora è il mio cigno nero, quello che fa saltare la teoria generalizzante, che introduce complessità.

Mi fermo a guardarlo, a contemplarlo questo pensiero. Ora più che lento è immobile: come un riccio in mezzo alla strada prima di essere travolto dal camion. Ringrazio il mio pensiero veloce che spesso mi salva, con le sue categorizzazioni a priori, ma lo abbandono in questo caso specifico, e mi dico di voler cercare più cigni neri.

Perché dove c’è un cigno nero, il bianco non è più l’unica “realtà”. Perché i cigni da oggi sono sia neri che bianchi. Ed il Liguri sia introversi che relazionali.

In questo sillogismo di fatto scompare il ligure e compare la persona: le persone sono sia introverse che relazionali. Niente può più rinforzare l’idea a priori ora.

Allora decido di cercare più cigni neri durante il giorno. “Scopro” il bagnino Cristian, che non smette mai di fare battute (che fanno ridere solo lui, ma non riesco lo stesso a non ridere!).

Poi la coppia vicina a me.

E poi i miei amici di qui…tutt’altro che introversi.

Allora una teoria a priori è disgregata dall’osservazione senza filtri. Oggettivo vuol dire una cosa diversa, e devo convincere il mio cervello che non ha sempre ragione quando va veloce.

Anzi. Ora vado, ho visto un altro cigno nero. Si chiama Gilbrim, è Senegalese e sa tutto di pesca…magari è Ligure…

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